Una famiglia, tanti ricordi da raccontare.

 

Giovanni De Virgilio, figlio dell’Ing. Francesco De Virgilio noto per aver progettato il motore V6, ci accompagna in una simpatica intervista sulla famiglia #Lancia ripercorrendo ricordi e aneddoti unici di una storia irripetibile.

 

Credit video: Credit Classic Drive Art Live

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1 Commento. Nuovo commento

  • Papà amava raccontare la storia della Lancia, non solo perché il secondo produttore italiano di auto del tempo era di Borgo San Paolo a Torino , ma perché condivideva la dottrina di Musù Censin , il fondatore : ”Il lancista doc oltre a finiture di qualità, vuole anche una meccanica raffinata e d’avanguardia”. Con gli occhi umidi di nostalgia, appassionatamente ricordava la Lancia degli anni ‘40 , allora la più desiderata, delle tante innovazioni tecniche, appena sfornata dalla catena di montaggio. Parlava dell’Augusta , la prima vettura chiusa con chassis autoportante e distribuzione ad albero a camme in testa , la vera novità. Le portiere senza montante centrale con apertura ad armadio hanno elementi in duralluminium, come il baule e il cofano per ridurre il peso, figurarsi solo Kg. 890 !. Quella di papà era la versione Cabriolet costruita dalla Pinin Farina dalla linea bassa , slanciata e ruote a raggi : le sette bellezze. (Scheda tecnica : motore anteriore in blocco con frizione e cambio , 4 cilindri a V stretto di 1.196 cc. valvole e albero a camme in testa, cambio a 4 marce + ruota libera , 4 freni a tamburo, sospensioni indipendenti davanti e ponte rigido dietro, 35 HP di potenza, velocità : 108 Km/h – da L.Morello. Lancia storie di innovazione tecnologica- L’Augusta Cabriolet , una vera Lancia con guida a destra : piaceva tanto a papà ; unico rammarico, le grosse difficoltà incontrate nell’ abbassare la capote, per cui alla fine desisteva. Quanti gli episodi che raccontava e su cui era solito soffermarsi a lungo, cercando di spiegare sempre “il perché “ fossero accaduti.

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