LanciaGarage: la seconda puntata

Il nostro viaggio alla riscoperta di Lancia arriva nel Lazio, più precisamente a Nepi in provincia di Viterbo, terra di ricca di storia e bellezze naturali. In questi meravigliosi paesaggi abbiamo incontrato un lancista, giovanissimo dentro nonostante l’età, un meccanico con il cuore d’artista. Conosceremo lui e conosceremo la sua auto, una bellissima Aurelia B24 e B20. Con noi le passioni non si spengono! LanciaGarage può iniziare. Hai perso la prima puntata? vedila qui


LanciaGarage
è una serie prodotta inizialmente in tre puntate e rappresenta un modo originale e giovane per parlare di motori, di storie e di tecnica grazie ad un racconto che mischia aneddoti, consigli e curiosità. L’idea è quella di rendere protagonista un lancista con la sua auto per ogni episodio, fargli raccontare la sua passione e gli aneddoti di una vita vissuta con la propria Lancia. Sarà anche l’occasione per scoprire scorci di questa Italia in un viaggio che vuole mettere al centro non solo una vettura ma tutte le emozioni che essa ha saputo regalare nel corso degli anni.
Non mancherà il contributo dell’esperto, Raffaele Terlizzi, pronto ad offrire un profilo tecnico e specifico di dati, valutazioni commerciali e consigli del modello protagonista dell’episodio.
La prima puntata vedrà protagonista un ragazzo, scelta voluta per dimostrare quanto sia forte l’interesse anche tra i più giovani per il marchio Lancia e per il collezionismo di auto d’epoca: Gianni Sciullo racconterà la sua originale esperienza con una spettacolare Lancia Aurelia attraverso lo scenario affascinante di una terra ricca di storia e natura.
Ogni viaggio si conclude con una speranza, ogni protagonista darà il proprio punto di vista sul perché Lancia debba essere salvata.
LanciaGarage è sicuramente il primo esperimento realizzato direttamente da appassionati di un marchio, con la finalità di tenere sempre alta l’attenzione su una storia industriale ormai dismessa. Una produzione pensata per il web in cui diventa fondamentale il contributo di chi segue la pagina condividendo il video sui propri profili per permettere un’alta diffusione. L’obiettivo di SAVELANCIA non è quindi quello di coinvolgere i propri follower in una raccolta fondi, bensì nella richiesta di condivisione virale del prodotto stesso sui social. Un obiettivo che possiamo realizzare solo con il vostro supporto e che misurerà concretamente la capacità del popolo di lancisti di mobilitarsi concretamente per un progetto.
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  • Affascinato dal nostro entusiasmo, il Dr. Ghiara acconsentì a una prova su strada, che seppur breve confermò in toto le tanto decantate doti dell’Aurelia. Appena alla guida, sei attratto dai due grandi strumenti in bella mostra davanti a te, insieme a tachimetri e orologi vari, termometri, mentre le dita istintivamente già accarezzano il bel volante in legno a tre razze. Subentrano poi le sensazioni olfattive di olio, benzina, gomma, cuoio, panno, tutto d’annata. All’avvio, il canto acuto e vibrante del sei cilindri ti cattura completamente come il melomane di razza, mentre man mano procedi lentamente lungo le strade limitrofe . Ora puoi apprezzare la dolcezza dello sterzo, la rapidità delle cambiate, d’obbligo la doppietta, la tenuta di strada dell’epoca , sempre sicura che non ti tradisce mai. Ma per la frenata, meglio un gran pestone, sai, allora la progressione non esisteva. La guida a destra della B20GT abitua a fare la barba alla pietra miliare della tua corsia , mentre i veicoli che incroci ti appaiono alla parte opposta lontanissimi. Più attenzione perciò va prestata nei sorpassi, prima è meglio guardare molto attentamente. Il tutto racchiuso in quel corpo filante e attraente che le dona l’aspetto da vera gran turismo, la gran dama ammirata da tutti. Scolpito a mano da Pinin , il maestro Battista degli stabilimenti Farina di Torino, ribattezzati poi Pininfarina.

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  • Il grande sogno di papà in fatto d’auto era la Lancia Aurelia B20 GT. Da tempo ne parlava con
    grande ammirazione, da quando la vide la prima volta alla Prealpina dei Fratelli Legrenzi a Milano, nostri primi fornitori di stoffe, per la linea slanciata, lo stile raffinato, le finiture di pregio e il carattere femminile discreto da gran signora, in contrasto con quello più maschio ma spigoloso dell’Alfa Romeo. Dopo vari tentativi , papà riuscì perfino ad impossessarsi della scheda tecnica dell’ultima B20, la sesta serie con i deflettori ai finestrini. E così nei viaggi casa-bottega, andata e ritorno , mi chiedeva spesso di leggerne i dati, una , due e più volte, ancora e ancora , ad alta voce. Non solo, ma di tanto in tanto mi poneva dei quesiti: qual’é la disposizione delle valvole e dell’albero a camme, del gruppo cambio e differenziale che contrariamente alle altre vetture, sull’Aurelia erano poste al retrotreno . E soprattutto riguardo ai freni davanti e dietro . Allora nota dolente delle auto in circolazione. Sì, erano a tamburo, seppure a doppia ganascia, perché quelli a disco all’epoca erano riservati alle auto da corsa.
    Primavera del ‘59 : il gran passo! Visita alla filiale Lancia di Genova per un ventilato possibile acquisto. Non osavo crederci. All’entrata la vidi anch’io, in piena luce , al centro del salone in posizione da prima donna : il puro stile italiano, la linea rastremata e seducente, gli interni lussuosi con selleria in panno di lana grigio chiaro e il cambio al volante, tutto luccicante. Visione mozzafiato, da restare senza parole, fu amore a prima vista. Sarà mai ricambiato ?? Chissà.

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