A bordo della Lancia D50.

L’esperto di motori Raffaele Terlizzi, ex Responsabile della Collezione Lancia a Torino, ci racconta l’esperienza a bordo della Lancia D50 per le vie di Torino in occasione del Salone dell’auto al Parco Valentino.

La monoposto della casa torinese, denominata con la sigla D50, fa la sua prima uscita il 20 febbraio 1954 all’aeroporto di Caselle a Torino. La Lancia non badò a spese per la realizzazione della D50 (il primo e unico modello da competizione per la Formula 1 costruito dalla società torinese), e ne affidò il progetto al leggendario Vittorio Jano.

La caratteristica principale di questa nuova Lancia risiede nella sistemazione dei serbatoi del carburante, collocati, uno per lato, a sbalzo del corpo della vettura, tra le ruote anteriori e quelle posteriori. Il motore, ad alimentazione atmosferica, è un 8 cilindri a V di 90° da 2,5 litri di cilindrata, limite fissato dal regolamento della Formula Uno in vigore dal 1º gennaio 1954. Le sospensioni sono a ruote indipendenti all’avantreno, a ponte De Dion al retrotreno. Il gruppo frizione/cambio/differenziale è al retrotreno. Il cambio, disposto trasversalmente, è a 5 rapporti. La D50 si distingue per le impeccabili finiture, una peculiarità di tutta la produzione Lancia e inusuali in una monoposto da competizione, oltre al peso piuttosto contenuto, inferiore a quello delle Formula Uno dirette concorrentI.

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1 Commento. Nuovo commento

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    Antonio Viotto
    24 Gennaio 2019 17:27

    Nel 1954 Gianni “Lancia” il guanto di sfida ai baroni della F1 dando carta bianca ai migliori progettisti sotto la guido di Vittorio Jano : Ettore Zaccone Mina per il motore, Francesco Faleo per l’autotelaio, Luigi Bosco per la trasmissione: nasce la Lancia D50 prima ed unica Formula 1. Fece sensazione per le inedite soluzioni: motore a 8 cilindri a V di 90°, montato angolato rispetto all’asse della vettura per l’abbassamento del baricentro, canne cilindri riportate, quattro carburatori a doppio corpo, doppia accensione per cilindro, telaio a traliccio tubolare irrigidito anteriormente dal blocco motore con funzione portante, due serbatoi di carburante esterni alla carrozzeria. Vince i Gran Premi di Torino e Napoli, ma nella primavera del 1955 durante il Gran Premio di Monaco Alberto Ascari esce con conseguente caduta in mare, quand’é al comando. E la settimana dopo a Monza, Ascari fu vittima di un grave incidente. Gianni Lancia , il patron della casa decide perciò di abbandonare l’attività agonistica e dona alla Ferrari macchine e il materiale. Però l’anno dopo la Lancia-Ferrari D50 si rifà il trucco e vince il mondiale piloti di F1 con Fangio.
    !! (DA : Morello, Lancia storia di innovazione e tecnologia).

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