Claudio Fogolin e la nascita di Lancia.

A 75 anni dalla sua morte vogliamo oggi raccontarvi Claudio Fogolin. Imprenditore friulano, collaudatore, sportivo e politico. Una figura legata alla storia di Lancia che su di sé porta tutti i segni, e passaggi drammatici, della storia italiana a cavallo tra le guerre mondiali.

 

Claudio Fogolin 
La passione per il ciclismo lo inserirà nel fervente ambiente delle aziende automobilistiche torinesi dei primi anni del novecento. Proprio la naturale evoluzione tra ciclismo e industria automobilistica portò lo stesso Fogolin a fare quel salto da ciclista a corridore nel nuovo mondo delle competizioni con le auto. Seppe ritagliarsi un proprio spazio nel settore meritandosi elogi ed onori delle cronache. Nel 1902 Fogolin entra nella FIAT, già all’epoca la più grande azienda automobilistica italiana. I riconoscimenti per Fogolin non vennero dal reparto collaudi, anzi, ben presto venne rimosso per essere destinato alle vendite e alla promozione delle vetture. A lui si deve la prima officina del marchio italiano a New York che lo porterà nel 1904 fino negli Stati Uniti.
 
L’amicizia e il sodalizio con Vincenzo Lancia fu immediato; Fogolin intuì che l’amico aveva tutte le caratteristiche necessarie per dar vita ad un’azienda che autonomamente da FIAT si occupasse di innovazione e produzione di veicoli.
 
La società in nome collettivo Lancia e C. fondata a Torino il 27 novembre 1906 capitale di 100.000 lire. Nel 1906 quindi lasciò la FIAT per fondare a Torino assieme all’amico e collega Vincenzo Lancia l’azienda che porterà il nome Lancia & C. appunto e dove assumerà il ruolo di direttore commerciale: Fogolin si sarebbe della parte amministrativa, mentre Lancia del settore tecnico-innovativo. Sappiamo bene che Lancia non avesse nessuna volontà di competere con FIAT e per questo già da subito ci si concentrò su una produzione di veicoli veloci ma tradizionali, la cui qualità e affidabilità doveva essere immediatamente percepibile dal cliente, insomma un auto di qualità per i lunghi viaggi.
 
Il binomio Lancia-Fogolin, in ogni caso, funziona. Secondo Alda Foschi nel libro “Le carte scoperte” pubblicato nel 1990 da Franco Angeli “la mente commerciale dell’azienda non è comunque Vincenzo Lancia, bensì Fogolin. Lancia è il mago dell’intuizione tecnica, vive nell’officina, non si interessa di impresa in senso globale, è minimamente coinvolto nella politica aziendale”.
 
Siamo nell’immediato dopoguerra, Il 13 agosto del 1918 decide di abbandonare l’azienda Lancia, ufficialmente per motivi personali: da alcuni carteggi personali sembra sia stato costretto a farlo. È per lui il momento di intraprendere nuove strade che purtroppo non saranno remunerative come sperato tanto da fargli dilapidare rapidamente il capitale ottenuto dalla vendita delle sue quote in Lancia.
Claudio progettava innovativi e radicali sistemi produttivi da applicare in agricoltura. Tornerà nel 1937 in Lancia per una breve collaborazione poco dopo la morte di Vincenzo, ma ebbe difficoltà a relazionarsi con la nuova dirigenza e in particolare con la stessa Adele Miglietti divenuta Presidente della società alla morte del Sig. Lancia, terminando quindi immediatamente la collaborazione.
 
Il 21 Febbraio 1923 Fogolin si iscrisse al partito fascista con convinta adesione. Questi sono anni tragici è doveroso ricordarlo: un altro conflitto mondiale si affaccia e travolge anche l’Italia per la rovinosa decisione di Mussolini di affiancare il nostro paese alla Germania di Hitler. Fogolin appoggia l’intervento bellico, e accetta di ricoprire la carica di segretario del Fascio Repubblicano. Il 18 luglio del 1944 viene nominato Commissario Prefettizio della Repubblica Sociale Italiana di San Vito al Tagliamento.
In un clima di odio e guerra civile, di fame, morte e perdita di ogni forma di autorità in un paese spezzato in due, per Fogolin si apriva l’ultima e la più dolorosa fase della sua vita.
Il 27 Aprile del 1945, due giorni dopo la Liberazione d’Italia dall’oppressione nazifascista, Fogolin fu prelevato nel Municipio sanvitese da alcuni partigiani appartenenti al Battaglione Tridente e trasportato successivamente nelle grave del Tagliamento, dove fu fucilato e sepolto.
 
Vi abbiamo voluto presentare un breve racconto limitandoci ai fatti e dati storici; se volete approfondire la sua figura vi consigliamo la lettura di “Claudio Fogolin” di Pietro Ceolin – Raffaele Cadamuro
La prima pagina dell’atto costitutivo della Lancia & C, custodito nell’archivio notarile di Torino.
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