il 25 aprile 1945 nella fabbrica Lancia

Il racconto del 25 Aprile 1945 nello stabilimento Lancia di Borgo San Paolo a Torino, una pagina di storia e di lotta degli operai per la libertà contro il nazifascismo.

 

25 aprile 1945

 

Tra gli operai della , il malcontento nei confronti del fascismo è fortemente radicato e trova sfogo, oltre che nello sciopero, in altri gesti semplici, costanti e simbolici ma, soprattutto, di difficile controllo da parte del potere: giochi, barzellette, slogan scritti sui muri, canzoni e disegni, che criticano ed irridono il regime che riesce così ad ottenere solo una fedeltà di facciata, di parvenza, senza mai avere il pieno controllo della situazione all’interno dello stabilimento.

E proprio in questo senso va interpretata una scherzosa parodia del nome del duce incisa con un chiodo sulle pareti del gabinetto di un’officina del complesso di via Monginevro che recita quanto segue: «Morirai/ Ucciso/ Seconda/ Settimana/ Ottobre/ Liberando/ Intera/ Nazione/ Italiana».

L’avversità al regime sembra però non toccare solamente le maestranze. Le relazioni dei CLN (Comitato Liberazione Nazionale) aziendali rivelano infatti un altro fenomeno di grande importanza, e cioè la collaborazione della proprietà per favorire in ogni modo la Resistenza. Il Cln aziendale si costituisce nel marzo del 1944 e, in aprile, prende i primi contatti ufficiali con i vertici aziendali ai quali chiede di collaborare nelle attività inerenti la lotta di liberazione. Si provvede così ad appoggiare le azioni partigiane in vari modi: “fornitura alle formazioni partigiane di mezzi di trasporto, lubrificanti, carburanti, e parti sciolte, assistenza finanziaria della ditta al CLN piemontese e agli elementi perseguitati e piena collaborazione nella protezione degli impianti e delle maestranze”.

La collaborazione tra proprietà aziendale e partigiani diventa pressochè totale nei giorni dell’insurrezione quando tutta l’attrezzatura Lancia (comprese le dispense) è messa “a disposizione delle forze partigiane, onde portare loro il massimo e urgente aiuto”.

All’inizio del turno pomeridiano del 25 aprile 1945, il Cln assume il pieno controllo dello stabilimento che è occupato dagli operai (circa 110 unità), coadiuvati dal prezioso aiuto di gapisti e sapisti che provvedono all’arresto dei fascisti presenti in fabbrica. Verso sera si concretizza la reazione nazifascista: “dopo aver circondato lo stabilimento due autoblinde, un carro armato e un camioncino con circa 200 repubblicani della X Mas irrompe nello stabilimento, arresta i pochi dipendenti che non erano riusciti a sfollare e all’alba abbandona la zona”.

Il mattino seguente, gli operai rientrano al lavoro e verso le 10 antimeridiane rioccupano il complesso di via Monginevro: iniziano così i due giorni più delicati dell’insurrezione della Lancia, visto che tra il 26 e il 27 la fabbrica è teatro di cruenti scontri a fuoco (il 26 aprile in una sparatoria muore una donna e viene ferito un giovane) tra le forze nazifasciste e i partigiani, che riusciranno comunque a mantenere la difesa dello stabilimento e a portare a termine, con successo, l’insurrezione. Terminati i combattimenti, il 10 maggio del 1945 la Lancia può riprendere la piena funzionalità.

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