Ceirano Welleyes. All’origine dell’industria automobilistica italiana.

È doveroso il nostro tributo ad una signora torinese, classe 1899.
La Ceirano Welleyes. Non è una Lancia ma il suo DNA si intreccia con quello di molte altre aziende che senza la Ceirano, non sarebbero mai esistite, FIAT e Lancia in primis.

Giovanni Battista Ceirano, figlio di un orologiaio di Cuneo, con tanti sogni e una grande passione per la meccanica, una decina d’anni prima aveva preso in affitto quel locale da Giovanni Lancia (papà di quel Vincenzo Lancia che proprio alla Ceirano muoveva le sue prime esperienze professionali) per costruire la “Welleyes”, nella convinzione che un prodotto con un nome straniero potesse avere più successo in un mercato come quello dei trasporti, in cui l’Italia doveva recuperare terreno rispetto a Germania e Regno Unito.

La Welleyes progettata da Aristide Faccioli, uno dei più geniali ingegneri automobilistici in quell’epoca, era composta da un motore bicilindrico a disposizione orizzontale di 663 cm³, con una trasmissione a cinghia di cuoio e il cambio a due marce, capace di raggiungere i 35-40 km/h di velocità massima. Nel 1899 nasce anche la Fiat, che subito – ad appena due settimane dalla fondazione – assorbe la Ceirano, e così Fiat ottiene auto, brevetti, progettisti e personale formato, liquidando il suo ideatore con 30.000 lire. La prima FIAT, la 3 ½ HP, fu infatti un aggiornamento della Welleyes.

La storia dell’industria automobilistica italiana nasce quindi dal genio di Giovanni Battista Ceirano, la cui unica colpa fu quella di non essere stato accettato da quell’aristocrazia piemontese dell’epoca a causa delle sue origini, incapace da solo di raccogliere tutti quei capitali necessari a trasformare un’officina in un’industria. La stessa aristocrazia che fondò la FIAT proprio grazie al successo della piccola Welleyes. Il gruppo di notabili, tra i quali Giovanni Agnelli, dopo aver ottenuto l’appoggio finanziario del “Banco di Sconto e Sete” di Torino, si riunì a Palazzo Bricherasio per sottoscrivere l’atto di “Costituzione della Società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili – Torino” era l’11 luglio 1899. I soci versarono un capitale di 800.000 lire in 4.000 azioni (circa 3,6 milioni di euro attuali).

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