Stellantis e il futuro di Lancia

“Io sono un grande appassionato di auto e di marchi, diciamo che sono proprio programmato così. Qualche giorno fa raccontavo a uno dei miei nuovi colleghi di Stellantis che basta che uno mi citi un qualsiasi marchio automobilistico e mi dia un libro su quel marchio e io me ne innamoro. Mi interesso alla storia di chi ha inventato e gestito quell’azienda, all’industria, alla tecnologia, allo sport automobilistico. Questo per spiegare che a priori sono innamorato di tutti i marchi di Stellantis e starò ben attento a dare a tutti quelli che ne hanno bisogno le risorse per un rilancio. Ma le squadre che lavorano a quei marchi dovranno dimostrare che sono in grado di costruire il loro futuro. Ci si può appoggiare su una storia gloriosa, certo. Ma soprattutto bisogna proiettarsi verso il futuro e soddisfare i bisogni dei consumatori in un contesto che è completamente differente da quello passato. Le dimensioni del gruppo daranno a ogni marchio opportunità di crescita che prima non aveva, ma ciascuno dovrà dimostrare di saper costruire il proprio futuro”.

Con queste parole Carlos Tavares, Amministratore Delegato del nuovo gruppo Stellantis, risponde alla domanda sul futuro dei quindici marchi automobilistici controllati. Diciamocelo subito e a scanso di equivoci, sono parole che ci sono piaciute perché per la prima volta da oltre un decennio sentiamo parlare con il cuore di un appassionato di motori che ha rispetto per le storie di quelli che sono stati pilastri del settore automobilistico mondiale, oggi purtroppo ancora disperatamente alla ricerca di un rilancio. Ci riferiamo ovviamente al marchio Lancia ma non solo.

Certo alle parole dovranno seguire i fatti, ma finalmente abbiamo avvertito una prima grande rottura rispetto alle parole usate nel passato, cariche di aperture, di sfide e forse per questo ancora più stimolanti. Quando Tavares dice “sono innamorato di tutti i marchi di Stellantis e starò ben attento a dare a tutti quelli che ne hanno bisogno le risorse per un rilancio. Ma le squadre che lavorano a quei marchi dovranno dimostrare che sono in grado di costruire il loro futuro” dimostra innanzitutto rispetto per quelle storie, non chiudendosi dietro frasi di circostanza autoconsolatorie come fu fatto da chi, negando “l’appeal” del marchio, ne decreto di fatto l’oblio. Le parole di Tavares su questo punto sono una svolta, un segno che lascia ben sperare ma che apre anche una stimolante sfida per quel che riguarda gli uomini e donne alla guida dei rispettivi brand. Bisogna in sostanza essere bravi e capaci di meritare l’assegnazione di investimenti per rilanciare i marchi con progetti che abbiano un fondamento e una giustificazione economica e non solo quindi sentimentale. La chiave di svolta è qui, un’apertura con dei paletti e la condizione che tutti possano avere una chance ma con l’obiettivo di essere sostenibili economicamente grazie a progetti che possano guardare finalmente al futuro. La solidità del nuovo gruppo è qui considerata come garanzia.

Per Lancia sarà una sfida in salita ma allo stesso tempo affascinante. L’occasione per Luca Napolitano, Direttore Operativo del marchio, di essere capace di ricostruire e rilanciare un grande passato a cui manca una prospettiva da dieci anni. Dobbiamo essere franchi, Lancia oggi non è altro che una griffe, con tanti appassionati una gloriosa storia di 115 anni; oltre questo non esistono centri produttivi, rete di vendita all’estero, centri stile e ricerca che possano di fatto rappresentare quei famosi luoghi per cui si possa dire quel marchio è ancora vivo. Di vivo restano le migliaia di appassionati del marchio e il loro “sentiment“, ovvero quel termometro che misura il proprio pensiero e che per anni è stato di rabbia ma che oggi può e deve cercare di saper leggere tra le righe un segno di speranza. Siamo la comunità social di lancisti più grande, e oggi vorremmo poter essere ascoltati, misurati, essere utili a questa operazione di rilancio supportando e offrendo il nostro punto di vista. Dare un futuro a questa storia deve essere il nostro obiettivo comune proprio per chi ha condiviso in questi anni di oblio la parola Save (salvare) Lancia come propria bandiera.

 

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