“Si a Lancia, No a Marchionne” le origini e il futuro.

Si a Lancia no a Marchionne, partner di savelancia.it compierà nel 2015 tre anni, raggiungendo un consenso e una visibilità internazionale rilevante, grazie ad una serie di campagne virali che senza mezzi termini hanno punzecchiato il capo di FCA per la sua sciagurata decisione di porre fine alla storia di Lancia. Dopo il consenso sarà però opportuno rilanciare la presenza di un canale come quello che abbiamo conosciuto in questi anni per poter costruire un cantiere che sappia unificare e rilanciare le discussioni che hanno, nel futuro di Lancia, il baricentro di uno spazio critico e costruttivo che non sia solo uno spazio di reduci malinconici ma, che nel rilancio dell’eccellenza italiana, sappiano essere veicolo di proposta e sensibilizzazione. Ripercorriamo la nascita del progetto in un articolo di Gianluca Gigei apparso su www.overnewsmagazine.com: nelle prossime settimane apriremo un cantiere di discussione e per questo ci sembra opportuno risalire alle origini allargando l’invito a tutti i Lancisti di non rimanere nel proprio recinto ma di contribuire alla discussione: noi mettiamo a disposizione una piattaforma web e social che può contare su migliaia di follower.   Lancia Nell’ultimo decennio, il settore automobilistico italiano, è stato sottoposto ad una costante dismissione di modelli prodotti nel nostro paese. Il riferimento non è fatto solo a quelle vetture che sono state destinate a stabilimenti esteri (es. 500Ypsilon500L ecc.) ma anche a quelle vetture che hanno abbandonato i listini di marchi storici come Lancia ed Alfa Romeo senza più ricevere dei successori. Tutto ciò ha creato un diffuso malcontento tra gli appassionati italiani, e non solo, che hanno sollevato voci di protesta sulle scelte fatte dall’unico gruppo automobilistico di rilievo in Italia, cioè quello Fiat, e quindi dalla politica di governo adottata dal suo CEO Sergio Marchionne. Grazie all’aiuto fondamentale dei social network, è stato facile per i vari fedeli ritrovarsi in luoghi virtuali dove discutere e condividere la propria passione. Tra questi, una delle pagine Facebook che più ha attirato interesse è stata quella denominata “Si a Lancia No a Marchionne” (link). Un nome che suona un po’ come “No Martini No party” e in effetti le vetture Lancia, ritiratesi dal mondo dei rally, dove correvano con il già citato sponsor di bevande alcoliche, non hanno più festeggiato neanche per i numeri di vendite. La pagina, presa in esame, è nata nel novembre 2012 quando l’amministratore delegato italo-canadese ha annunciato che non ci  sarebbero stati, nei piani futuri dell’azienda torinese, dei modelli esclusivi Lancia ma solo strettamente legati a quelli Chrysler. In poco tempo migliaia di fan, oggi quasi 4,500, si sono riuniti sotto il nome “Si a Lancia, No a Marchionne” quasi come a creare un movimento di difesa e salvaguardia del loro amato marchio. L’ira degli appassionati si è però convertita in immagini ironiche, ma dal contenuto chiaro e diretto, infatti i protagonisti principali di queste raffigurazioni sono proprio le ultime vetture Lancia/Chrysler e l’ AD Fiat. Per capire quale idee e quali sentimenti hanno spinto queste persone a condurre questa “protesta”, lo Staff di “Si a Lancia, No a Marchionne” ha concesso al nostro magazine un’ interessante intervista. R: Buongiorno, la prima cosa doverosa da chiedere, senza dubbio, è come sia nata l’idea della vostra protesta e, soprattutto, da chi? rottamiamo marchionneSL’idea è stata spontanea, nata da persone che non si conoscevano ma unite solo dalla necessità di dare voce al popolo Lancista.[…] Abbiamo pensato che dopo anni di politiche aziendali volte alla mortificazione delle potenzialità di Lancia, fosse il caso di riunire tutti gli affezionati, hardcore Lancisti, per testimoniare l’opposto: il marchio torinese nonostante tutto può ancora contare su un legame radicato con tantissime persone che non accetterebbero mai di vedere morire così 106 anni di storia. R: Da quello che si comprende guardando la vostra pagina FB, il vostro “obiettivo” principale è Sergio Marchionne. Cosa criticate maggiormente della gestione del marchio Lancia attuata da quest’ultimo? S: Critichiamo intanto la mancanza di collegamento tra offerta e domanda: è vero che c’è crisi ma è anche vero che il gruppo Fiat ha di fatto dismesso interesse per fasce di mercato a totale vantaggio dei competitor stranieri. Veicoli come ad esempio la Delta sono stati lasciati invecchiare senza alcun restyling. La mancanza di offerta, si manifesta in quella che poi è il punto forte della politica “marchionana”: la pura finanza. E dove finisce il genio motoristico Italiano che ha fatto impazzire intere generazioni di gente in tutto il mondo? In un cassetto di Detroit. Intanto in Italia quell’eccellenza si va disperdendo come un orpello vintage. Ecco noi critichiamo Marchionne perché pensiamo che lo spirito e la presenza di Lancia sia un valore di un’Italia migliore che non vada disperso. Marchionne ha di fatto, passo dopo passo, ridotto l’industria del nostro paese in una disneyland di ricordi. Senza futuro. si a lancia no a marchionne R: Considerate veramente sbagliato tutto ciò che ha fatto l’AD Fiat? S: Per altro critichiamo la tendenza a ridurre, senza successo, il brand Lancia in una sorta di vetrina metrosexual in cui il vero dna è mortificato dall’eccessiva attenzione data al marketing. Un dna che in realtà va ricercato nelle competizioni, nello sport. Ricordiamo a tutti che Vincenzo Lancia, fondatore della casa automobilistica, era un collaudatore e pilota di corse non un parrucchiere da signora. R: Quindi non credete che ci siano stati modelli validi costruiti durante quest’era Marchionne? S: La Delta è stata un buon modello, con un nome forse sbagliato e purtroppo abbandonata a se stessa. Mancano all’appello le specialities sportive tanto annunciate, come la riedizione della Fulvia, ma poi finite nel limbo delle promesse ballerine del CEO Fiat. Per il resto lasciamo parlare i dati. R: Oltre le critiche, ci vorrebbe anche un lato propositivo, quale soluzioni adottereste voi appassionati per rilanciare il vostro amato marchio? S: Per prima cosa non puntare esclusivamente sul target femminile ma offrire modelli con un’immagine più sportiva e consona ai valori Lancia. Chi compra un auto lo fa anche per il valore che quel veicolo suscita e onestamente girare con auto di barbie è un’ambizione un po’ troppo limitante…per un brand che è stato campione del mondo rally bel 11 volte. Gli inglesi lo chiamano value for money, noi la chiamiamo solo coerenza con lo spirito che ha segnato tanti anni di successi.[…] Altra cosa è che non è possibile disconnettere il legame tra Lancia e Italia. E’ come dire Parigi e la Torre Eiffel. Presentare auto americane con il logo Lancia è stata la profanazione di un mito, aggravata dall’utilizzo di nomi storici. Contemporaneamente non si doveva cancellare dal listino un auto di successo come la Musa, non rimpiazzata per evitare problemi di competizione con la 500L. Dopo la Delta attualmente sul mercato non saranno più previste Lancia “italiane” è questa non è una buona notizia.   censura di marchionne sul futuro di lanciaR: In che modo state mandando avanti questa forma di protesta? Siete contenti dei traguardi raggiunti? S: La nostra protesta si concentra intanto nel “rastrellare” tutti i Lancisti latenti in giro per il mondo. Siamo passati in pochi mesi da poche decine a circa 4500 persone dalla provenienza più varia. Dalla Corea a Dubai passando per Milano sino all’Australia. Gente che ama Lancia e che desidera condividere una memoria storica che ha appassionato generazioni di uomini e donne. Partiremo da questo patrimonio per far ascoltare la nostra voce. Una enorme soddisfazione è stata quella di vedere blog di tutto il mondo riportare la presenza della nostra pagina (vedi sezione note con i link). Vogliamo dire ai Lancisti solo una cosa: benvenuti a casa. R: Per concludere, nella giornata di ieri è successo un fatto che ha scatenato la rabbia dei vostri sostenitori. Volete raccontare cosa è accaduto? S: Partiamo dal fatto che all’estero c’è stata molta attenzione alle nostre proteste “colorite” tipo campagne pubblicitarie di vasche da bagno carrozzate secondo le nuove tendenze stilistiche made in Detroit; se ne sono occupati magazine inglesi, greci, serbi, ucraini e sloveni; mentre in Italia invece, tranne qualche rara eccezione, vige la regola del silenzio compiacente . Inoltre, è doveroso aggiungere, che il nostro staff è stato ufficialmente censurato sulle pagine web dei social network Lancia, oltre a non poter postare nulla sulle pagine Fiat Usa e Chrysler Usa […] Pensare, quindi, che giornali come Quattroruote non abbiano speso un rigo uno sul triste destino di Lancia dopo la condanna a morte di Marchionne la dice lunga. Le nostre richieste di affrontare una discussione in modo costruttivo venivano cancellate nel giro di pochi secondi fino a bannarci completamente. Insomma siamo Lancisti non abbiamo la peste! Abbiamo quindi pensato, nella giornata di ieri, di preparare una cartolina ricordo, raffigurante le tre scimmiette del non vedo non sento e non parlo, da postare in serie sulla loro pagina Facebook, sensibilizzando i nostri fan a condividere il link. Abbiamo ingolfato la loro pagina dimostrando loro che questo popolo Lancista non è ancora rassegnato al silenzio. Sperando che Marchionne cambi idea.. Lancia delta marchionne
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